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Daniela Giacomini chiede di condividere con gli amici di Nuova Famiglia questo lutto.
BEDILU’ ED APTAMU - RAGAZZI VERAMENTE SPECIALI
In queste ultime settimane sono successi due avvenimenti tristissimi: due ragazzi sostenuti e seguiti dall’Associazione sono morti. Un dolore immenso per me che li avevo conosciuti. Voglio ricordarli come gli ho visti ad agosto 2009 durante il viaggio del campo lavoro. APTAMU, ragazzino di circa 13 anni, frequentava la classe V^ e, oltre a vari altri problemi, era ammalato di tubercolosi ossea. Portava una gobbetta. Era molto furbo. Desiderava tantissimo avere una bicicletta per muoversi velocemente, anche perché non deambulava perfettamente. Il 23 agosto, domenica, nella Parrocchia che era diventata la sua casa, c’era in visita l’Ambasciatore Italiano in Ethiopia. Aptamu era presente, come una celebrità.
Il 02 novembre 2009 Suor Maria ci avvisa che il 24 ottobre, improvvisamente, Aptamu era morto. Nella mail di Suor Maria apprendiamo che non voleva disturbare nessuno e se ne è andato in silenzio. Una crisi improvvisa e se ne è andato. Sicuramente il Signore lo ha accolto ed ora corre felice, come mi piace ricordarlo con i suoi compagni ed amici in quella giornata d’agosto.
In questa foto lo vediamo in piedi con il suo amico Elias.
Questa è la mail in cui Suor Maria ci comunicava la triste notizia:
Carissima Daniela purtroppo ti devo dare una brutta notizia.
Il nostro carissimo Aptamu ci ha lasciato e andato a miglior vita.
E stato tutto all'improvviso, Domenica scorsa abbiamo celebrato i funerali. Il
Signore lo ha ritenuto pronto per Lui. Il fratello era venuto a
prendere la card per andare in ospedale , lui non voleva andare ed
inoltre ha detto alla mamma non disturbare le suore non c’è bisogno, ora mi
passa. Così non è stato, si è aggravato e la corsa in ospedale è
stata inutile. E’ morto sabato 24 ottobre all’ospedale.
Siamo tutti addolorati. Lunedì la scuola e rimasta chiusa in segno di
lutto. Quest'anno frequentava la quinta classe, era uno dei più bravi.
Penso ad Aptamu molto caramente ed ho sperato in un futuro più
brillante per lui, ma ciò che ha ottenuto è addirittura meglio - la
pace eterna in paradiso. Ma nel frattempo, non sarà dimenticato sulla
terra. Lo terrò nei miei pensieri e nelle mie preghiere, benchè creda
che ora sia lui in una posizione migliore per pregare per noi che
siamo ancora qui sulla terra.
Un Caro saluto ad Ivo e a tutti i membri di Nuova Famiglia e in modo
particolare alla famiglia che si è impegnata economicamente a seguire
Aptamu.
A presto Sr Maria
BEDILU’, ragazzino con gravissimi problemi causati da un virus (si ipotizza una forma di meningite), da molti anni fermo in un letto. Non saprei descriverlo, era minuto, vedeva e udiva poco, passava le sue giornate steso in una stuoia a terra, tutto ranicchiato, all’interno di una capanna poverissima.
Da un paio d’anni la nostra Associazione, con il Gruppo di Porto S. Stefano (GR) lo seguivamo. E’ stata costruita una casa nuova, in legno, cicca e tetto in lamiera, per rendere il tutto meno difficile. La situazione molto grave. Quest’anno in agosto l’ho incontrato. Ho visto i lavori della casa oramai completati e lui, Bedilù, era nel suo giaciglio a terra, vicino al fuoco. Era stato costruito un letto nuovo, sollevato da terra, ma lui si lamentava sempre. Voleva stare a contatto con la terra. Mi ricordo la mamma che lo chiamava con un’immensa dolcezza e Padre Teshome che cercava di parlargli. Aveva percepito che in casa c’era qualcuno di “straniero”. La mamma, persona esile ma di una forza unica, lo accarezzava e … in quel momento ho pensato a tutti i nostri disabili ed ai loro problemi, ai genitori sicuramente in difficoltà. Quella mamma, esempio di amore, ha saputo per tanti anni sostenere quel figlio con nulla, con meno di nulla. Al momento del congedo mi sono chinata e l’ho accarezzato. Lui ha sentito la mano diversa ed ha emesso un lamento.
Padre Teshome mi ha chiamato al telefono il 10/11/2009 e mi ha comunicato la sua morte. Un dolore forte mi ha colpito ed il mio pensiero va a quella mamma che non potrà più chiamare con dolcezza: Bedi, Bedi. Non potrà più riempire le sue giornate accarezzando il suo Bedi. Quale vuoto in lei. Bedilu’ ha sicuramente sofferto molto, chiamarla vita è quasi un oltraggio a questa parola, però ha lasciato un segno indelebile .. L’AMORE.
(Giacomini Daniela)
La mamma di Bedilù
La nuova casa in costruzione
La vecchia casa
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